VALUTARE NELLA SCUOLA
DELL’INFANZIA
(a cura di Magnani
Fiorella)
SCARICA IN FORMATO .DOC (67 kb)
VALUTARE PER …
Conoscere e comprendere i livelli raggiunti da
ciascun bambino per poter identificare i processi da promuovere, sostenere e
rafforzare al fine di favorirne lo sviluppo e la maturazione.
Valutare l’alunno per ricavare elementi di riflessione
sul contesto e l’azione educativa, in una prospettiva di continua regolazione
dell’attività didattica tenendo presenti i modi di essere, i ritmi di sviluppo
e gli stili di apprendimento dei bambini.
QUINDI
· Valutare significa conoscere
e capire i bambini e il contesto scolastico, non vuol dire giudicare.
· Valutare è una componente
della professionalità dell’insegnante per orientare al meglio la propria
azione educativa.
VALUTARE QUANDO …
1.
All’inizio
dell’anno scolastico per conoscere la situazione di partenza.
2.
Durante
l’anno scolastico nell’ambito dei percorsi didattici proposti.
3.
Al
termine dell’anno scolastico per una verifica degli esiti formativi raggiunti
dai bambini e della qualità dell’attività educativa.
4.
A
conclusione dell’esperienza scolastica in un’ottica di continuità con la
famiglia e la scuola elementare (v. fascicolo personale).
VALUTARE COME …
Raccogliendo elementi sulla base di
specifici indicatori
tramite
osservazioni
colloqui -
conversazioni
analisi di elaborati prodotti dai bambini
racconti diaristici
prove e test standardizzati
Documentando gli elementi raccolti
Confrontando e discutendo sugli elementi raccolti e
documentati.
ATTENZIONE
agli opposti estremismi:
da
una parte il confidare troppo sul “colpo d’occhio”, sull’intuizione, sulle
impressioni;
dall’altra l’eccessivo ricorso a strumentazioni
eccessivamente rigide, precostituite, decontestualizzate.
OSSERVARE NELLA SCUOLA
DELL’INFANZIA
OSSERVARE PER
…
Conoscere,
comprendere, educare meglio il bambino relativamente a:
· maturazione dell’identità
· conquista dell’autonomia
· sviluppo delle competenze
OSSERVARE
QUANDO …
Occasionalmente, in riferimento a momenti e
situazioni particolari che necessitano di essere adeguatamente analizzati.
Sistematicamente, in tempi predefiniti e a
cadenza periodica per una raccolta nel tempo di elementi utili a comprendere e
valutare i processi di sviluppo e i contesti educativo-didattici.
OSSERVARE COME …
Individuando e circoscrivendo l’ambito di indagine
Predisponendo
e/o selezionando gli strumenti ritenuti idonei per l’osservazione da effettuare
Registrando ed analizzando i dati raccolti.
FASCICOLO
PERSONALE DELL’ALUNNO
NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA
DECRETO MINISTERIALE 16
NOVEMBRE 1992
“In tale fascicolo…verranno raccolti i dati di tipo
amministrativo (anagrafici, scolastici, sanitari, il foglio notizie), i
documenti di valutazione, la documentazione specifica per gli alunni portatori
di handicap (diagnosi funzionale, progetto educativo personalizzato), nonché
ogni altro significativo elemento di conoscenza dell'alunno e della sua
esperienza scolastica, acquisito anche in collaborazione con la famiglia.
L'istituzione scolastica che accoglie l'alunno deve richiedere
alla scuola di provenienza il fascicolo personale, la cui trasmissione
costituisce obbligo per quest'ultima …”.
NON ESISTE UN DOCUMENTO UFFICIALE DI VALUTAZIONE
Le scuole dell’infanzia
adottano strumenti propri per la valutazione e il passaggio di informazioni al
successivo ordine di scuola, meglio se concordati (non subiti) con le
scuole materne ed elementari del territorio di appartenenza.
IL FASCICOLO PERSONALE DELL’ALUNNO FISM
Non è un
obbligo. Potrebbe essere un’esemplificazione, un valido supporto,
pur con tutte le opportune modifiche, per la valutazione in itinere dei
processi di sviluppo del bambino e l’elaborazione al termine di ogni anno del
profilo generale dell’alunno, se la scuola non dispone o non è
soddisfatta di altri strumenti.
E’ un obbligo legislativo
il passaggio di informazioni alla scuola elementare riguardanti i dati
anagrafici, la frequenza scolastica e il percorso formativo dell’alunno (es.
pag. 13-14).