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OSSERVARE E VALUTARE NELLA SCUOLA DELL'INFANZIA



di Italo Fiorin –Fism - 2 settembre 2002
(appunti del Dott. Celso Vecchi non rivisti dall'autore)



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1 - Nella scuola è maturata la cultura della valutazione, collegata all’osservare, documentare, riprogettare.

2 - Il concetto di valutazione non è solo in riferimento alla scuola: valutazione scolastica, ma in tutte le operazioni sociali in cui c’è rendicontazione: rendere conto.

3 – Una buona proposta scolastica tiene conto

a – degli elementi affettivi: i desideri, le ansie, le attese:

      centrale è la motivazione

b – degli elementi cognitivi: il punto di partenza è sempre il bagaglio cognitivo del bambino:

      centrale è l’accoglienza.

 

 

 


            MOTIVAZIONE                                                                                           SUCCESSO

 

                                              

 

 

                                                                       GRATIFICAZIONE

 

4 - Jaque Delor  “Nell’educazione un tesoro” pone 4 richieste.

 

Il buon insegnante deve saper  leggere e scrivere:

-        leggere, cioè conoscere

-        scrivere, cioè agire

 

Lautrun, per indicare una buona didattica, fa l’esempio del pendolo che oscilla, tra

-        il polo classico: i contenuti dell’insegnamento

-        il polo romantico: il soggetto, il bambino.

 

Storicamente ( vedi ad esempio di programmi della scuola elementare oscillanti tra l’insegnare e l’educare) ci sono state stagioni; ora si tratta di dar voce, tener presenti entrambi.

 

5 – Oggi la scuola deve insegnare ad apprendere,

                                                       a fare

                                                       a vivere

                                                       a convivere

Autonomia all’apprendere in una situazione, quella attuale, di complessità.

Si pone la domanda: “Come orientare una persona all’autonomia dell’apprendere?”

 

6 – Pluralità di significati del Valutare.

E’ negli anni ’70 che in Italia con la teoria del Curricolo entra il tema della Valutazione.

Infatti i vari momenti del Curricolo coinvolgono la valutazione:

-        l’analisi iniziale comporta valutazione

-        la definizione degli obiettivi comportano valutazione

-        l’attenzione al contesto (spazi, tempi, rapporti interpersonali comportano valutazione

Il concetto di valutazione fa quindi riferimento all’alunno, al contesto, alla scuola, all’insegnante/ all’insegnamento; si tratta di autovalutazione / ricercazione.

 

7 – Valutazione ed autonomia della scuola

 

Nella legge sull’autonomia è previsto che

 

A – ogni scuola progetta il proprio curricolo. E’ la fine dei programmi nazionali!?

Aumenterà quindi la diversificazione delle proposte educative e didattiche secondo il criterio della libertà di progettazione.

Il rischio è la frammentazione, per cui occorrono dei contrappesi: agenzia nazionale di valutazione.

 

B – ogni scuola si autovaluta obbligatoriamente mediante strumenti esterni ed interni.

(vedi il testo “La scuola che apprende “ – ed. La Scuola)

 

8 – La qualità

 

0ggi in tutti i settori c’è la ricerca / richiesta della qualità, se non dell’eccellenza.

Le organizzazioni sono / devono essere razionali:

-        efficienti: senza sprechi

-        efficaci: in grado di raggiungere gli obiettivi che si prefiggono.

Questo discorso, applicato alla scuola, la mette in difficoltà.

“La scuola è efficiente in base al suo costo? E’ efficace, cioè gli alunni sono preparati?

Ora la valutazione ha bisogno di criteri comparativi; ma qual è il termine di paragone? Il mondo delle imprese, l’orientamento al risultato. C’è da chiedersi se è corretto.

E’ da notare comunque che il linguaggio che si utilizza per parlare di scuola, è sempre più di derivazione del mondo economico: standard, produttività, manager, …

Licter: “Il funzionalismo è una visione del mondo odierno. La funzionalità è essa stessa un fine da raggiungere: essere efficienti per essere efficienti.”

 

9 – Le due culture.

Esistono altre logiche: in campo educativo la persona in sé è importante. Due modelli: modello antropocentrico / personalista e modello funzionalista

 

Modello funzionalista

Modello antropocentrico

In base a quello che voglio, definisco gli obiettivi in termini operativi

Esamino se rispetto agli obiettivi risono state modificazioni, con attenzione quindi al processo

Le attività didattiche sono state funzionali agli obiettivi

Le attività didattiche hanno interessato e coinvolto gli alunni

I risultati hanno raggiunto gli obiettivi

I risultati sono stati significati per i partecipanti

Il programma è standardizzabile

L’esperienza modifica il programma

Le conoscenze sono spendibili nel contesto scolastico

Le conoscenze sono spendibili nel contesto di vita

 

Modalità ecologica che tiene conto del contesto

L’esperienza è marginale

L’esperienza è essenziale

Valutazione come processo certificativo

Valutazione come processo interpretativo

Occorre dimostrare che si produce performances

(raccolto)

Si dimostra di aver investito in tempi lunghi

(semina)

 

Ora occorre tener conto dei due modelli.

 

 

 

 

10 – La scuola dell’infanzia

Avevamo (vedi Riforma in cantiere)…Abbiamo i nuovi orientamenti che hanno una cultura della valutazione; non c’è un capitolo ad hoc, ma essa è diffusa e coerente.

Tre tratti:

-        l’importanza del contesto

-        una metodologia attenta all’alunno

-        il trinomio: osservazione, documentazione, valutazione

Si tratta di una valutazione formativa: gli alunni vanno compresi, piuttosto che giudicati.

La stessa verifica è funzionale al lavoro di riprogrammazione dell’insegnante.

 

11 – La bozza ministeriale sulla riforma 

 

Si tratta di una sperimentazione, di cui vengono sottolineati due aspetti:

 

a)     Portfolio: nasce in America come reazione agli standard e ai test che asserviscono l’insegnamento. “Diamo i soldi se i punteggi dei test di apprendimento sono elevati.”; e si insegna in funzione dei test. L’accento viene ora messo invece sulla qualità dei percorsi; l’attenzione è ai processi di crescita.

b)     Gli obiettivi vanno definiti in termini operativi. Per Fiorin questo non è sempre possibile, perché non si può misurare tutto; inoltre gli sembra esserci contraddizione tra i due aspetti.

 

Cos’è Portfolio?

 

1^ definizione

è una raccolta significativa del lavoro dello studente, che contribuisce alla scelta dei suoi prodotti.

 

2^ definizione

è un dossier, una raccolta sistematica, organizzata delle prove dello studente fatta dall’insegnante. Esso può contenere materiale extrascolastico scelto dallo studente perché significativo per lui.

 

3^ definizione

è la registrazione del lavoro dello studente e delle sue riflessioni su quanto sta imparando, le difficoltà, in dialogo con il docente.

 

4^ definizione

è una raccolta selezionata e finalizzata dei lavori dello studente.

 

L’obiettivo di Porfolio è documentare ciò che di buono si è fatto e si fa.

NB:la pratica di preparare la cartella per il passaggio dalla materna alle elementari va integrata secondo lo strumento di Porfolio.

“Speriamo che il Ministro non fissi il Porfolio”

 

L’osservazione è finalizzata ad alimentare il dossier. La bozza indica due tipi d’osservazione:

-        informale: occorre stare attenti a quello che effettivamente o casualmente succede;

-        sistematica, intenzionale, programmata con strumenti ben definiti.

 

Essa deve rispettare 4 qualità:

 

-        pertinente agli scopi che ci si prefigge

-        valida perché misura ciò che si vuol misurare  (es.errori d’ortografia)

-        affidabile perché gli strumenti sono stati testati e quindi c’è accordo tra diversi osservatori

-        trasferibile , cioè superare il semplice campione (es. la circostanza di tempo in cui viene effettuata.

 

Strumenti possono essere: diari, inventari osservazione in situazione,  chek list, schede di osservazione (v. progetto ALICE).

Lo stesso racconto dell’attività di un anno scolastico su cui riflettere  può essere visto come il porfolio della scuola, su cui riflettere per valutare  (ad es.il buon utilizzo dei tempi, degli spazi, dei raggruppamenti) mediante indicatori e livelli:

 

variabile

indicatori

descrizione

Livelli   +  0 -

tempo

Ritmi giornalieri

Gestione intervallo

Durata del sonnellino

 

 

spazio

Area cortiliva

Salone

……………………..

 

 

raggruppamenti

D’intersezione

 

 

 

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